L’abbiamo attesa e invocata. E, alla fine, la pioggia è arrivata. Nonostante questo, però, l’allerta smog resta alta. Il valore del PM10, pur in diminuzione, è ancora superiore alla soglia in molte città italiane. La situazione, quindi, rimane preoccupante. Soprattutto perché, quest'anno, il picco di polveri sottili nell'aria non ha aspettato l’arrivo delle rigide temperature invernali.
Dopo un autunno quasi estivo caratterizzato dall'assenza di piogge, complici i cambiamenti climatici e la mancanza di interventi strutturali per arginare il problema, il bollino rosso per l’inquinamento atmosferico è già stato assegnato da Legambiente a 25 centri urbani, che hanno superato il limite di 35 giorni consentito dalla legge con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili. 
La soluzione al problema, che ormai si ripresenta ciclicamente, non può limitarsi alle misure d’urgenza messe in campo di volta in volta dalle amministrazioni comunali per far fronte all’emergenza. Rinviare l’accensione delle caldaie e bloccare il traffico non può bastare: è necessario affidarsi a interventi strutturati, che siano risolutivi e a lunga durata.

Dalla pittura che assorbe le sostanze nocive alla fabbrica che trasforma l’aria sporca in combustibile: le imprese innovative pensano al futuro del nostro pianeta.

La pittura da parete che elimina l’inquinamento -  Airlite è una pittura  che trasforma le pareti di case, uffici e scuole in depuratori d’aria naturali alimentati con l’energia solare. Brevettata da una start-up italiana, questa vernice può ridurre fino all’80 per cento gli inquinanti in atmosfera. Inoltre, riflette la maggior parte delle radiazioni solari infrarosse, impedendo il passaggio eccessivo di calore. Questo permette di avere ambienti più freschi durante la stagione estiva, in modo naturale e con un risparmio di energia elettrica tra il 15 e il 50%.
Cartelloni pubblicitari in grado di purificare l’aria delle nostre città - Urban Vision, azienda attiva nei restauri sponsorizzati, ha siglato una partnership con la startup Anemotech per l’utilizzo della tecnologia ambientale The Breath: installato su ponteggi, cantieri di restauro o lavori di riqualificazione urbana, questo tessuto multistrato sfrutta il naturale ricircolo dell’aria per assorbire, trattenere e disgregare le molecole inquinanti. 
Il giardino verticale - Una compagnia tedesca, la Green City Solution, ha ideato un’installazione mobile di verde verticale chiamata CityTree in grado di ripulire l’aria con una potenza equivalente a 275 alberi, proprio come farebbe un’intera foresta. L’innovazione di questa soluzione risiede nel fatto che si integra perfettamente nel contesto urbano in quanto risulta bella dal punto di vista estetico e funzionale. Valori aggiunti sono la presenza di sedute incorporate, dove le persone possono tranquillamente sostare, le sue dimensioni ridotte e la possibilità di avere un elemento mobile all'interno della città. 


La fabbrica che trasforma l’inquinamento in combustibile - Una start up canadese, che si chiama Carbon Engineering ed è stata fondata dal fisico dell’Università di Harvard David Keith, sta cercando di sfruttare la CO2 da un punto di vista economico. Tra i suoi finanziatori c’è anche Bill Gates. La start up ha recentemente inaugurato una fabbrica a Squamish, nella British Columbia, che sperimenta un prototipo innovativo: l’aria viene aspirata all’interno della struttura e convogliata in una soluzione liquida con un’alta percentuale di anidride carbonica per ottenere anidride carbonica purificata.