Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Recita così uno dei proverbi più conosciuti e citati che, quando si parla di smart city, sembra trovare conferma nella realtà delle cose. Concept innovativi, tecnologie rivoluzionarie e convegni: nonostante l’interesse e i dibattiti intorno al tema delle città intelligenti siano da anni in fermento, i casi di successo che si registrano in Italia sono ancora pochi.
Questo non significa che la sperimentazione e gli investimenti siano in una fase di stallo. Al contrario, ci sono singoli episodi che lasciano ben sperare. Tuttavia, continua ad avvertirsi la mancanza di una visione urbanistica d’insieme che porti alla realizzazione di progetti rigenerativi su aree urbane dotate di una certa estensione. I quartieri, per esempio, rappresentano la dimensione minima per l’attuazione di interventi che conducano verso risultati tangibili. La strada, insomma, è ancora lunga.

A guidare il nostro Paese lungo questo cammino è Milano che per il quarto anno consecutivo è stata eletta come città più smart d’Italia. Un successo sancito da ICity Rate: la classifica che mette a confronto 106 capoluoghi per valutare quanto siano vicini ai bisogni dei cittadini, sostenibili, inclusive e vivibili.

L 'assessore alle politiche del lavoro Cristina Tajani si è detta soddisfatta per un riconoscimento «che rappresenta un incentivo in più a porre al centro dell’azione amministrativa l’attenzione all’ambiente, moltiplicando le iniziative di riqualificazione energetica degli edifici e di mobilità elettrica come stiamo facendo anche nell’area pilota di Porta Romana con il progetto sharing cities, in un momento in cui la questione ambientale non è più derogabile».
Nel capoluogo lombardo sono al lavoro anche i privati e, qualche settimana fa, è partito un nuovo cantiere nell’area di Cascina Merlata dove la società Euromilano sta costruendo un comparto di edilizia residenziale: il cosiddetto UpTown. «Sarà un distretto smart – ha spiegato Attilio Di Cunto, ad di Euromilano – lo stiamo progettando mettendo al centro le persone. L’infrastruttura sarà un parco di 25 ettari, il nuovo quartiere sarà alimentato dalla Fibra 1000 e a marzo arriverà il 5G». Gli edifici di questa nuova area urbana, inoltre, saranno caratterizzati dalla completa efficienza energetica, con teleriscaldamento e raffrescamento garantito con sonde geotermiche.
Altre città grandi e piccole sono al lavoro. Poco tempo fa, via abbiamo parlato del caso di Prato e Ancona, capisaldi della presenza di Estra sul territorio nazionale, che sono state individuate da Legambiente come esempi virtuosi da seguire secondo il rapporto 2017 sui Comuni rinnovabili.