Una folla immensa nel buio dello stadio. Parte l’intro, non ci sono dubbi: tra poco inizia lo show. Le luci tutto intorno a me si spengono. Decine di migliaia di persone, in piedi, al buio. Un buio che dura giusto un attimo, il tempo  per la mano di raggiungere la tasca dei pantaloni. Lo smartphone fa capolino, proteso sopra la testa. Lo spazio si illumina di piccoli schermi. Una distesa di luci a led riempie il vuoto. Attacca la musica. Schiaccio rec.
 
La diffusione degli smartphone ha cambiato il nostro modo di assistere, vivere e partecipare gli eventi. Partecipare però non basta più. Occorre condividere. E se a farlo sono decine di migliaia di persone, radunate in uno stesso luogo e contemporaneamente, allora occorrono soluzioni strutturali adatte allo scopo.
 
Per questo stadi e arene si stanno dotando di network a bassa latenza in 4G (anche se una prima sperimentazione della quinta generazione del digitale, il 5G, è già partita in alcune città italiane, Prato in testa) e delle cosiddette small cell, reti mobili a banda larga che garantiscono connettività su altissimi standard anche in luoghi super affollati, permettendo una condivisione in tempo reale di migliaia e migliaia di dati che viaggiano sotto forma di foto, video, musica e chiamate vocali.

Una tecnologia in continuo aumento e sviluppo per far fronte alla necessità sempre più pressante di essere connessi: basti pensare che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 il traffico dati su cellulare ha superato di ben quattro volte quello dei giochi olimpici di Londra 2012.

Essere connessi, per l’internauta, è più di una necessità, è un diritto. Sono finiti i tempi in cui si accettava con un’alzata di spalla che in un determinato luogo (vuoi per l’affluenza di persone, vuoi per l’isolamento geografico) non ci fosse rete. Adesso, oltre che inconcepibile, è inaccettabile. L’utente mobile ha sete di connessione H24. E vuole soddisfarla sempre, senza se e senza ma.
 
Si moltiplicano quindi le collaborazioni tra le imprese di gestione e organizzazione di grandi eventi e i giganti dell’Information and Communications Technology, impiegati a testare le tecnologie di ultima generazione nei grandi spazi, per renderli sempre più hi-tech.
 
E’ il caso dell’accordo tra Ericsson e la società di calcio del Legia Varsavia: allo stadio della squadra polacca i tifosi possono ordinare da bere e da mangiare stando comodamente seduti ai loro posti. Come? Scannerizzando con lo smartphone il QR code presente sul loro seggiolino e inviandolo all’app che gestisce le ordinazioni del ristorante dello stadio. Niente più transumanze oceaniche verso il bar all’intervallo della partita, e niente più equivoci sulle comande.
L’app creata e sviluppata dal colosso svedese funziona attraverso rete wi-fi su tecnologia small cell. Una rete ultraveloce che riesce a supportare oltre un terabyte di traffico dati.
 
Gli eventi sportivi sono uno dei palcoscenici privilegiati per dimostrare la forza delle nuove tecnologie. Due anni fa, durante il campionato mondiale di sci in Svezia, l’arena che ospitava le gare è diventata a tutti gli effetti digitale: tramite due app create appositamente per l’evento, gli spettatori potevano documentarsi in tempo reale su tempi e punteggi realizzati dagli sciatori, trovando tutte le informazioni utili sugli atleti e la programmazione delle gare con relativi orari.
Reale e virtuale presenti allo stesso tempo, nello stesso luogo.
 
Ma la presenza fisica all’evento non è, per forza di cosa, un ostacolo. Anzi: si può assistere al concerto della star preferita stando comodamente seduti sul divano di casa, scegliendo anche tra più telecamere con le quali vivere l’evento da più punti di vista.
Davanti al palcoscenico, dove si svolge realmente il concerto, vengono posizionate delle telecamere a realtà virtuale che riprendono la performance. La musica e le immagini viaggiano attraverso le reti mobili di ultima generazione, arrivando nelle case, dove muniti di occhiali per la realtà aumentata, si ha la possibilità di godere dello show dal punto di vista preferito. Uno sguardo da vicino al cantante? Clic sul tasto uno. Una veduta di insieme del palco? Clic sul due. Una panoramica sugli spettatori per vedere lo show dal punto di vista degli artisti? Clic sul tasto tre.
Risultato? Una fruizione on demand dello spettacolo.
Posso riporre lo smartphone, e inforcare i miei occhiali virtuali, seduto tranquillamente davanti al televisore. Non ci saranno le luci degli schermi dei cellulari a infastidirmi. Spengo la luce. Cala il buio. Che lo show abbia inizio.