Beni: sempre meno di proprietà e sempre più condivisi. Questa tendenza, negli ultimi anni, sta guadagnando terreno diffondendosi a vari aspetti della nostra quotidianità: libri di scuola, case e automobili. Quello della mobilità è uno dei settori in cui la sharing economy sta riscuotendo maggiore successo. Lo confermano i numeri diffusi dalle ultime statistiche di settore, compresi quelli raccolti e recentemente pubblicati da dall’Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria).

Nel 2016, gli iscritti, ai vari programmi di car sharing nel nostro Paese hanno superato la soglia del milione, con un aumento del 70%rispetto all’anno precedente.

Il car sharing è un servizio pubblico a pagamento che consiste nell’utilizzo di un’automobile in condivisione per uso individuale o famigliare. Il funzionamento è semplice. Solitamente si prenota con un anticipo, anche minimo, poi si sceglie il veicolo e lo si preleva in uno dei parcheggi preposti. Infine si riconsegna nel medesimo posto, pagando il corrispettivo per tempo e consumo effettivi. La prenotazione avviene tramite internet, tramite un’apposita applicazione per smartphone.
Gli automobilisti più inclini a utilizzare questo tipo di servizio sono quelli delle grandi città. A farla da padrone, infatti, sono stati i noleggi effettuati a Roma e Milano. Il volume d’affari, d’altra parte, è in netta crescita anche in centri più piccoli, come Torino e Firenze. Ad usufruire dei servizi di car sharing sono soprattutto gli uomini dall’età media di 38 anni, che vivono nel cuore o in zone semi-centrali dei capoluoghi italiani e si spostano soprattutto per ragioni lavorative utilizzando il servizio all’incirca una volta alla settimana. Per evitare eventuali disservizi, gli utenti preferiscono non affidarsi ad un unico operatore ma abbonarsi a due o più programmi, in modo da scongiurare il rischio di restare a piedi.
Il successo di questa tendenza si spiega grazie all’evidente vantaggio dal punto di vista ambientale. Il car sharing, infatti, genera una significativa diminuzione delle auto in circolazione e quindi dell’inquinamento. Gli studi di settore rivelano che per ogni due vetture condivise ce ne sono nove private in meno che viaggiano sulle strade.
Inoltre, il car sharing comporta inoltre una drastica diminuzione dei costi che derivano dalla proprietà di un’auto: da quelli di manutenzione alle tasse, fino al pedaggio per il parcheggio. Infine, ci sono le ragioni legate alla sicurezza: le automobili del car sharing sono, nella maggior parte dei casi, efficienti, pulite e sottoposte regolarmente a una serie di controlli.