Morto uno smartphone, se ne compra un altro. Succede così: bastano un piccolo guasto o il lancio sul mercato di un nuovo modello e ci sbarazziamo di un oggetto tecnologico senza troppi pensieri. Le statistiche dicono che la vita media di un oggetto digitale dura, solitamente, non più di 730 giorni. Quest’abitudine si traduce nei quasi 15 chili di spazzatura che, ogni anno in Europa, vengono prodotti per ogni abitante.
La situazione è significativamente peggiorata da quando, a rifiuti come televisioni e lampadine, si sono aggiunti i dispositivi di ultima generazione. Le Nazioni Unite stimano che, entro il 2018, la quantità di immondizia tecnologica prodotta nel mondo raggiungerà i 50 milioni di tonnellate. La situazione appena descritta ha delle significative conseguenze per l’ambiente. 

I rifiuti tecnologici, anche quelli più semplici, non sono biodegradabili. Cellulari, televisioni, tablet e stampanti non possono quindi essere buttati per strada o nella spazzatura domestica perché il loro impatto sull’ecosistema sarebbe insostenibile. Al contrario, devono essere disassemblati e riciclati con procedure speciali.

Nel nostro Paese l’attenzione verso questo problema sta progressivamente crescendo. Secondo i dati del Centro di Coordinamento Raee - l'organismo che si occupa di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia - nel 2016 sono state raccolte 283 mila tonnellate di spazzatura elettronica: il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente. Questo è sicuramente un dato incoraggiante, ma non ancora sinonimo di successo. Nel complesso, infatti, vengono prodotte circa 600mila tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno e solo la metà di questi viene riciclata nel modo corretto.
Ecco, allora, cinque consigli pratici per rispettare l’ambiente e rimuovere in sicurezza i dati contenuti nei nostri dispositivi.
 
1 – Tutto ciò che va inserito in una presa di corrente è da considerarsi un Raee e non va buttato nella raccolta indifferenziata.
2 - Quando acquisti qualunque tipo di prodotto elettronico, il venditore è obbligato per legge a smaltire l’oggetto che intendi sostituire, senza costi aggiuntivi per l’acquirente. Questa regola vale anche per gli e-commerce: quando fai acquisti online, quindi, assicurati sempre di selezionare l’opzione “ritiro Raee” prima di completare il tuo ordine.
 
2 – Puoi lasciare i tuoi vecchi prodotti  in un negozio di elettronica anche senza acquistare nulla. Ci sono però delle restrizioni: il lato lungo del gadget non deve superare i 25 centimetri e quest’obbligo vale solo per i punti vendita superiori ai 400 metri quadri.
 
3 - Se vuoi liberarti di un vecchio oggetto tecnologico ancora integro, ricordati di non smontarlo: da un lato per evitare di disperdere nell’ambiente componenti tossiche, dall’altro perché i consorzi di recupero possono cederlo a scuole o associazioni.
 
4 - Se decidi di scartare o rivendere un qualunque oggetto che contenga i tuoi dati è necessaria qualche precauzione in più. Le tue informazioni, infatti,  potrebbero essere usate per commettere frodi o per metterti in pericolo. Assicurati quindi di disattivare i collegamenti ai tuoi account personali e di effettuare un backup del dispositivo. 

Quando i rifiuti elettronici vengono smaltiti in modo corretto, attivano la cosiddetta economia circolare dando vita a nuovi prodotti. L’Europa, nei prossimi dieci anni, ha in programma di allungare all’infinito il ciclo di vita dei prodotti industriali e di ogni elemento che li compone. La sfida è ambiziosa e prevede di passare, entro il 2030, dall’attuale modello di economia lineare basato sulla produzione di scarti, a un nuovo modello fondato sul riuso e sul riciclo delle cose.