Una mobilità sempre più spinta anima il nostro stile di vita. Ci spostiamo frequentemente per ragioni di studio o di lavoro, ma anche per viaggiare e soddisfare la sete di nuove esperienze. Se per le generazioni passate era consuetudine consacrare le proprie scelte professionali e personali all’altare della stabilità, per i giovani adulti di oggi è invece normale ritrovarsi a fare i conti con i concetti di transitorietà e cambiamento costante. Le persone si spostano continuamente da un luogo all’altro e il nomadismo si è trasformato per molti in una realtà quotidiana. Il senso di appartenenza a un luogo ha perso gradualmente intensità e importanza: tutto è ora più fluido, provvisorio, mutevole e le nuove abitudini dell’abitare fanno da specchio a questa tendenza. La casa non è considerata come il bene permanente per eccellenza ma è diventata uno spazio flessibile e contemporaneo, in grado di modificarsi repentinamente plasmandosi in base al variare delle nostre esigenze. A rendere tutto questo possibile, sono tipologie innovative di arredi e accessori facilmente smontabili, spostabili e riconfigurabili.

Marco Casagrande, l’architetto che guida il Casagrande Laboratory di Helsinki, ha lavorato al progetto di “Tikku”: una struttura abitativa modulare, fatta di legno laminato e autosufficiente dal punto di vista energetico.

Si tratta di una soluzione pensata per i cosiddetti nomadi urbani. L’edificio si sviluppa su tre livelli, con un piano per lavorare, uno per dormire e un giardino sul tetto. La presenza di moduli assemblabili, tuttavia, offre la possibilità di personalizzare gli spazi.
Il micro-appartamento produce energia con i pannelli solari. Il materiale utilizzato è il legno laminato che, per le sue particolari caratteristiche, rende possibile uno sviluppo in verticale della struttura senza il bisogno di costruire fondamenta. L’edificio ha un’estensione di 2,5×5 metri e per tirarlo su basta una notte di lavoro.
«Dove può stare un’automobile, Tikku può crescere», si legge sul sito dedicato al progetto. Per questo, il progetto potrebbe rappresentare un’ottima risposta anche al problema dell’emergenza abitativa: secondo gli architetti, in pochissimo tempo, questa invenzione potrebbe rendere possibile la costruzione di un’intera città nel parcheggio di un centro commerciale. E anche il costo è compatibile con quello di un’automobile. Il grande ostacolo per il successo di questo progetto, al momento, è rappresentato dalle normative per la costruzione delle case nelle aree urbane. Casagrande è però convinto che, appena le autorità cittadine capiranno le potenzialità della struttura, cominceranno a voler sfruttare i vantaggi economici che possono derivarne.