Ipertecnologica, sempre connessa e completamente automatizzata: sta per nascere Google City? Le voci si rincorrono da tempo. Il colosso di Mountain View potrebbe presto creare la smart city  ideale, un laboratorio urbano dove mettere in pratica le innovazioni sviluppate in questi anni: dai dispositivi domotici alle intelligenze artificiali per il controllo del traffico.
Al momento non c’è nulla di ufficiale ma la startup statunitense Sidewalk Labs ha già cominciato a scaldare i motori. La conferma è arrivata da Daniel Doctoroff, amministratore delegato della compagnia e responsabile dello sviluppo economico di New York durante l’amministrazione Bloomberg. Cento persone sono già al lavoro e, qualora i piani alti di Google dovessero dare la loro approvazione, la realizzazione del progetto potrebbe richiedere imminenti investimenti per diversi miliardi di dollari. 

L’obiettivo è migliorare la vita nelle città di tutto il mondo. I progetti messi in campo sfrutteranno le innovazioni dell’Internet of Things per la gestione dinamica delle risorse e la costruzione di edifici o infrastrutture.

La sfida per il futuro è sfruttare la tecnologia per affrontare anche situazioni complesse come l’efficienza dei trasporti, il costo della vita, lo spreco dell’energia e l’efficienza degli organi governativi.
Questa smart city artificiale dovrebbe quindi diventare il terreno ideale nel quale sperimentare soluzioni ai problemi che potrebbero manifestarsi nei prossimi decenni, soprattutto a causa del previsto incremento demografico.  Secondo una ricerca recentemente diffusa dal governo britannico, infatti, entro il 2050 la popolazione delle grandi città sarà raddoppiata.
Per questo è importante individuare delle strategie per risolvere i problemi socioeconomici delle nostre metropoli, da quelli relativi alla salute pubblica a quelli relativi all’ambiente.
Google, in questo senso, sta investendo in un progetto che potrebbe cambiare radicalmente il concetto di traffico. Il colosso di Mountain View vorrebbe dotare le Google Car (vetture automatiche senza pilota) di un cervello automatico in grado sostituire la capacità di giudizio di un pilota umano. In una futuribile Google City queste auto potrebbero interagire in modo da minimizzare code e incidenti.
L’avvio del progetto, come detto, non è ancora ufficiale ma le prime polemiche sono già state sollevate. Le più diffuse sostengono che le città progettate a tavolino rischiano di diventare delle asettiche città-dormitorio. Gli esempi citati a favore di questa tesi sono quelli di Canberra, Brasilia, della recentissima Pegasus Town (fondata nel 2008 in Nuova Zelanda) e di Masdar City (la città a chilometro zero eretta alle porte di Abu Dhabi). D’altra parte, bisogna considerare che la possibilità di fare affidamento su un finanziatore come Google può permettere di superare facilmente gli ostacoli di natura legislativa e tecnologica che hanno causato il fallimento degli esperimenti precedenti.